DI COSA CI OCCUPIAMO?

ECCO I NOSTRI AMBITI DI AZIONE

 

1. RELAZIONE UOMO-CANE

 

L’intensa urbanizzazione a cui abbiamo assistito negli ultimi cinquant’anni ha portato ad un decentramento degli animali di campagna segregandoli in luoghi remoti e distanti dal quotidiano vivere. Al contempo, questo decentramento, ha portato ad un aumento esponenziale della presenza dei così detti PET (animali da compagnia) nelle nostre case.

 

Sempre più persone decidono di ospitare nella propria vita un animale, sia esso un cane, un gatto sino ad arrivare ai più esotico rettile.

 

Il contributo che la presenza di un animale può dare al suo convivente è importante. L’animale ha la capacità di mantenere l’essere umano collegato a quella parte più ancestrale, antica, selvatica che risiede in ognuno di noi, ma ha anche doti terapeutiche ed educative ed è un insostituibile compagno di vita in grado di essere un’ottima compagnia e supporto.

Oggi, più che mai, è quindi indispensabile aprirsi ad un nuovo modo di relazionarsi con l’animale. Non più strumento utilizzato per particolari attitudini di specie e di razza ma perché divenuto componente di una vita domestica ed urbana.

Lo sviluppo di una sana relazione con il proprio animale domestico è alla base di una convivenza gratificante e stimolante.

Purtroppo la mancanza di queste nozioni è alla base dei tanti abbandoni e dei maltrattamenti che vengono inflitti agli animali.

La nostra associazione vuole promuovere la conoscenza, l’accettazione e la valorizzazione della diversità attraverso incontri con esperti, laboratori e progetti per approfondire il valore di quell’antico legame che unisce l’uomo all’animale.

 

Segui la nostra pagina eventi o la nostra pagina facebook per rimanere sempre aggiornato sulle attività che possono interessarti.

2. ZOOANTROPOLOGIA DIDATTICA

 

La Zooantropologia Teorica nasce negli anni ‘90 grazie agli studi del Prof. Roberto Marchesini e studia la relazione che si instaura fra l’uomo e l’animale ed il contributo che nasce da questo incontro.

La Zoonatropologia Teorica trova effetti pratici quando viene applicata alla didattica.

 

La Zooantropologia Didattica studia infatti il valore formativo della relazione con l’animale poiché riconosce i benefici del contatto con il mondo animale in ambito educativo e didattico.

I progetti di Zooantropologia Didattica vengono proposti in ambito scolastico e si rivolgono a gruppi classe di qualsiasi grado.

Questi progetti hanno lo scopo primario di sviluppare nei bambini: l’autostima, l’affettività, l’equilibrio emotivo e l’immaginazione.

Il referente animale ha infatti la capacità unica di liberare un importante contributo nel processo di crescita del bambino, sia nell’incontro e sia nel farne semplicemente riferimento.

I classici progetti che venivano e vengono tutt’ora proposti nelle scuole prevedono obiettivi di ordine conoscitivo, siano essi ecologici, naturalistici, etologici o sanitari. I progetti di Zooantropologia Didattica invece, richiamandosi alle Attività Assistenziali della Pet-Therapy, oltre agli obiettivi conoscitivi, introducono obiettivi di ordine educativo-didattico, mirati all’arricchimento del mondo interiore del bambino.

L’animale diviene la chiave per un accesso privilegiato all’universo interiore del bambino creando degli effetti importanti quali: il decentramento, la disposizione all’ascolto, l’attitudine all’osservazione, la flessibilità cognitiva, l’apertura alla diversità e la produzione del pensiero creativo.

La nostra associazione sostiene i progetti di Zooantropologia Didattica poiché li ritiene degli ottimi strumenti educativi in grado di lasciare competenze e importanti valenze formative nei fruitori.

Se volete informazioni, se volete organizzare un incontro conoscitivo o vi interessa iniziare un progetto di Zooantropologia Didattica potete contattarci.

3. CANILE RIFUGIO 281

I cani detenuti nei canili sono a carico dei comuni che si ritrovano a mantenere enormi strutture la cui gestione onerosa obbliga i gestori a trascurare le esigenze etologiche degli ospiti.

Troppo spesso i soldi dei contribuenti vengono quindi riversati in strutture che si limitano a detenere i cani trovati vaganti sul territorio seguendo un modus operandi vecchio di trent’anni; grossi capannoni divisi in gabbie di ferro e cemento in cui vengono ospitati centinaia di cani.

Se c’è l’accesso di un gruppo di volontari, questi animali verranno fatti uscire a turno al guinzaglio o in aree di sgambo per qualche mezz’ora per poi essere nuovamente rinchiusi in queste celle, nel caso siano canili che non desiderano volontari, gli animali rimangono rinchiusi a vita.

L’odore acre, l’umidità presente sul pavimento quotidianamente innaffiato, le azzuffate causate da stress ed i comportamenti stereotipati sono all’ordine del giorno in questi luoghi.

Ecco che luoghi che dovrebbero essere zone di passaggio, divengono spazi invisibili alla comunità in cui molti cani rimangono sino al decesso per vecchiaia o malattia.

Perché? Perché ogni cane per poter trovare una sistemazione in una nuova famiglia e per poter ambire ad un’adozione deve essere mantenuto o riportato in uno stato di calma partecipativa, una condizione psicologica che lo aiuta a legarsi all’essere umano che se ne prenderà cura. L’attuale gestione di queste strutture di ricovero sono invece luoghi in cui il cane perde lentamente ma progressivamente la sua capacità di poter essere inserito in un contesto famigliare e quindi in una sempre più bassa possibilità di uscita dalla struttura.

Proviamo a pensare a quali siano le caratteristiche di un perfetto cane di casa e cerchiamo di capire perché la detenzione a lungo termine è deleteria per l’animale.

Il cane “perfetto” non sporca in casa, ma un cane che vive chiuso in gabbia per molte ore se non giorni interi non potrà imparare a distinguere fra fuori e dentro.

Il cane di famiglia dovrà affrontare viaggi in auto ma non avendo mai fatto questa esperienza, se non il giorno traumatico dell’accalappiamento, spesso si troverà a non saper gestire questa esperienza o a subirla come fonte di stress.

Un cane di casa dovrà rimanere alcune ore da solo nel nostro appartamento ma avendo vissuto per anni chiuso fra quattro reti con dei suoi simili tenderà a disperarsi nel momento in cui si troverà solo sino a manifestare vere e proprie patologie come le crisi d’abbandono.

L’elenco dei contro di questo tipo di detenzione al fine di una futura adozione è praticamente infinito e, detto questo, potrebbe sembrare che vogliamo disincentivare l’adozione dei cani da queste strutture. Non è così, assolutamente. L’adozione di un cane proveniente da un canile è un’esperienza unica e importante ma che deve essere affrontata con consapevolezza, preparazione e amore. Non tutti i cani che arrivano da un canile sono problematici, molte strutture infatti cercano, con l’aiuto di volontari ed esperti, di mantenere alta la sua calma partecipativa e di continuare a permettere al cane di fare esperienze socializzanti e mai traumatiche.

 

IL CANILE RIFUGIO 281 ha aperto il 1/1/2020 e nasce dalle ceneri di un canile vecchia gestione dove sono transitati e morti migliaia di cani. In questo canile sono stati ospitati sino a 300 cani (mantenuti con soldi pubblici) . Quando siamo entrate la prima volta come associazione di supporto al privato che lo aveva in gerenza c'erano 180 cani. Le gabbie sporche, i cani sempre chiusi, animali spaventati e non abituati all'uomo. Il percorso di recupero degli animali è stato lungo ma i risultati sono stati enormi. Quando siamo riuscite a rilevare il canile 108 cani erano ancora presenti, dopo 9 mesi il loro numero è sceso a 40. Qual'è il nostro segreto? AUMENTARE TUTTO TRANNE LA PRESENZA DEGLI ANIMALI: 

1) AUMENTARE LA QUALITA' DELLA VITA DEI CANI: un cane sereno apprende, si rilassa,migliora.

2) AUMENTARE IL NUMERO DI VOLONTARI: più persone entrano in contatto con i cani, più i cani fanno esperienza con gli esseri umani, più umani arrivano più adozioni ci sono.

3) AUMENTARE LA PRESENZA SUI SOCIAL E MEDIA: essere presenti attivamente con contenuti di qualità su Facebook, Instagram, You Tube ma anche in TV grazie al programma "4 zampe in TV" e sui giornali locali attraverso diversi comunicati stampa e su L'UNIONE MONREGALESE con "La Rubrica che abbaia".